Situato alle pendici
meridionali degli Alburni ed a nord-est del territorio cilentano, sorge
su uno sperone naturale, con case a cascata, a 587 m sul livello del
mare. Castelcivita è un nome recente: infatti, come molti paesi della
Campania costruiti sull'alto di qualche montagna e poi distrutti, ha
subito varie denominazioni. Rientra nel Parco nazionale del Cilento e
Vallo di Diano. Il
paese è indicato nei documenti Angioini col nome di Civita Pantuliano
mentre in età Aragonese, col nome di Castelluccia, probabilmente per
indicare, già dal XIII secolo, una piccolo centro fortificato. Si pensa
che la recinzione totale di Castelcivita sia opera di Pandolfo di
Fasanella, gran feudatario, il quale la fece costruire per ordine di
Carlo I d'Angiò. Il centro storico presenta l'antica struttura di
fortezze e infatti è caratterizzato da vie e viuzze che si intersecano
tra di loro e da innumerevoli scalini interrotti di tanto in tanto da
qualche spiazzo seguendo l'andamento toponomastico del territorio.
Interessanti sono i portali architravati in pietra calcarea locale e
piperno su cui si possono ancora ammirare gli stemmi di nobili famiglie
e pregevoli giochi geometrici.
Il principale punto di
recezione turistica è rappresentato dalle grotte di Castelcivita, detta
anche grotte di Spartaco, situate a circa 2,5 km dal paese.
A pochi chilometri dal
centro abitato vi è il ponte Pestano o Spartaco la cui caratteristica è
la fondazione a punta di diamante, questo distrutto durante la II guerra
mondiale, è stato successivamente ricostruito. |